
Chef Fabio Nurra e l’Arte toscana di Elena Conti, Sandra Petreni e Ilaria Di Meo
Nel cuore di Porto Cervo, alle spalle della Cala di Volpe, tra Porto Cervo e Porto Rotondo, sorge Borgo Smeraldo. Sette ville esclusive con arredi e colori unici, ciascuna con piscina privata, circondano un prezioso boutique hotel con 34 camere e junior suite. Sulla piazzetta si affacciano il ristorante SMERALDO RESTAURANT gestito dallo chef Fabio Nurra e il pool bar sulla grande piscina riservata agli ospiti con vista mozzafiato sull’isola di Tavolara e il mare della Costa Smeralda.
Tra cielo stellato e profumi della natura gli ospiti possono scoprire ogni angolo del Borgo, 30mila metri quadrati immersi nel verde, con piscina panoramica, sala conference, il ristorante Smeraldo Restaurant, un’area relax con laghetto e perfino una balera con palco, ciringuito e ovviamente serate in musica.
«Il borgo è aperto, vivo e pieno di sogni…», dice chef Fabio Nurra, accogliendo gli ospiti all’ingresso del suo Ristorante completamente a vetri, come una scatola di vetro, “sono entusiasta di questo progetto che si propone non solo come struttura ricettiva, ma come nuovo punto di riferimento glamour di Cala di Volpe”.

Il cibo è maschile, ma è la Natura che ce lo offre…e madre natura è donna. Il cibo raccoglie in sè entrambe le anime e rappresenta la vita, se il cibo è inteso e vissuto in modo positivo. L’idea di inserire l’arte di 3 artiste toscane nel contesto dell’isola rappresenta un incontro armonico tra due mondi dove lanatura della Sardegna e la cucina di Chef Nurra si fondono con l’ambiente, il granito rosa, il profumo del mirto, la luce dorata che avvolge la Piazzetta di Bordo Smeraldo nelle ore del tramonto.
Un progetto inedito che si inserisce nel contesto locale con rispetto e misura. L’ambiente richiama la filosofia dell’isola, fondata su eleganza rilassata, atmosfera accogliente e cura dell’ospite, ma dialoga con i materiali e le cromie della Costa Smeralda, creando un luogo che appartiene al territorio senza rinunciare alla sua anima internazionale.La cucina di chef Nurra evita sovrastrutture e virtuosismi, puntando sulla purezza del gusto e su ricette che celebrano la tradizione sarda con un tocco contemporaneo. La cantina, curata con attenzione, propone etichette selezionate per accompagnare ogni piatto con equilibrio e personalità.
Gli ospiti di Borgo Smeraldo sono circondati dalle opere di Elena Conti, Sandra Petreni e Ilaria Di Meo e lo chef Nurra esplora la bellezza della quotidianità, ispirandosi al mood delle opere, alla semplicità della natura illuminata da centinaia di candele, le tavole apparecchiate incorniciate dal profumo del pane appena sfornato, il pesce vivo, pescato, sulle barche che tornano dal mare, i colori vivi di fragole e limoni che si traducono in proposte fresche e decorazioni delicate su ricette in un gioco di contrasti, mentre i ricami floreali del cibo evocano un romanticismo nostalgico, dando vita ad un racconto di memorie, ad un inno a questa magica terra, a momenti aspra, a momenti dolce e romantica, svelandola tra i sapori delle ricette ideate dallo chef Nurra, protagoniste ideali di una sinfonia di stile e tradizione.


Facendoci strada nel locale….le opere d’arte delle tre artiste provenienti dalla Toscana, tra cavalletti fatti con il legno della Barbagia che sorreggono opere di cavalli, di pesci e di fiori su fondo di lamine d’oro. Un puledrino, pesci variegati in circolo, un colibrì e fiori di agapanto fluttuano in uno spazio sospeso e senza tempo. L’oro, simbolo di eternità, avvolge le figure, suggerendo un equilibrio tra materia e spirito, opere che invitano a esplorare una dimensione metafisica, dove la serenità diventa un’esperienza mistica e il mondo onirico si manifesta in forme pure e incontaminate.
I fondi oro di Elena Conti, Artista, curatrice e organizzatrice di mostre internazionali, come la mostra di “Cavalli d’Autore” a Siena a Palazzo Bindi Sergardi a settembre, che espone le sue opere, fiori di agapanto, sterlizie, aranci e le lascia fluttuare in uno spazio sospeso e senza tempo. Colpi di spatola d’oro, simbolo di eternità, avvolgono i fiori, suggerendo un equilibrio tra materia e spirito. L’opera invita a esplorare una dimensione metafisica, dove la serenità diventa un’esperienza mistica e il mondo onirico si manifesta in forme pure e incontaminate. Elena Conti è anche una giornalista con la passione per la pittura che si trasforma nella realizzazione di quadri di grandi dimensioni dove l’acqua e le infinite sfumature del blu sono quasi sempre presenti. Acqua come elemento primordiale di inizio e fine, blu come senso di tranquillità e serenità.

Ilaria Di Meo è una creatrice istintiva e appassionata, che ha fatto della sostenibilità un principio fondante del proprio lavoro: barattoli riciclati, detriti raccolti in spiaggia e frammenti scartati diventano, nelle sue mani, sculture poetiche, opere che denunciano l’inquinamento ambientale e l’eccessivo utilizzo della plastica. Negli ultimi anni, le sue creazioni di arte “rigenerata” hanno attirato crescente attenzione per la loro forza estetica e il potente messaggio ecologico.
I suoi viaggi in Giappone hanno ulteriormente ampliato il suo immaginario: le carpe koi simboli di amore, abbondanza e rinascita sono diventate icone ricorrenti nelle sue opere, ispirando i “pesci di Ilaria”, creature gioiose e simboliche. “Un pesce rosso in una boccia rimane piccolo, ma in uno spazio più grande cresce rapidamente”, riflette Ilaria, sottolineando come anche lei abbia avuto bisogno di spazio per esprimere pienamente la propria essenza.
Con i suoi piccoli pesci, porta leggerezza e gioia nel mondo, invitando gli altri a riscoprire lo stupore nelle cose di ogni giorno.

Il cavallo, soggetto amato da Sandra Petreni, dove l’arte è il mezzo per celebrarlo. La sua è arte iperrealista e l’attenzione ai minimi dettagli è sorprendente come nel cavallo nero su fondo nero dove il cavallo sembra emergere dal buio della notte e cambia di sfumatura a seconda della posizione da cui lo si guarda. Come se stesse muovendosi in un bosco alla luce della luna, non la luna piena, quella appena crescente. I dettagli della criniera e i riflessi del colore sono quello che colpisce di più mentre la fibbia dorata di una capezza sembra uscire dal quadro e assumere una vita propria. Il suo iperrealismo, però, mescola sapientemente realtà ed emozioni e il colore del cavallo nasce direttamente dalla fantasia di Sandra Petreni mentre i riflessi dei colori e l’attenzione minuziosa sembrano riprodurre il respiro del cavallo.
