
L’interior design rappresenta oggi uno dei comparti di punta del Made in Italy, trainato anche dal crescente successo internazionale del Salone del Mobile, appuntamento di riferimento per il settore dell’arredo e del progetto.
Accanto ai grandi marchi che firmano mobili e complementi d’, esiste però un universo diaziende specializzate che contribuiscono in modo determinante alla realizzazione dei progetti.
Tra queste, un ruolo di primo piano è ricoperto dalle realtà che lavorano materiali come il marmo, elemento capace di coniugare valore estetico, qualità artigianale e innovazione, diventando protagonista di architetture e interior sempre più ricercati.
Abbiamo incontrato Mauro Bottini ed i figli Luca e Mattia, della “Pino Bottini” che ci hanno raccontato la loro visione che ha permesso di trasformare una bottega artigiana in una realtà 4.0

La vostra è una storia che attraversa quasi due secoli. Da dove nasce Pino Bottini?
«La nostra storia inizia nel 1855 come una piccola bottega artigiana di Busto Arsizio, specializzata nella lavorazione del marmo. All’inizio ci occupavamo soprattutto di arte funeraria, restauro, monumenti sacri. La manualità, la cura del dettaglio e il rispetto della tradizione sono sempre stati i valori che hanno guidato il nostro lavoro e che, ancora oggi, rappresentano il patrimonio più importante dell’azienda».
Come siete riusciti a trasformare una bottega storica in un’azienda moderna?
«La crescita è stata il risultato di investimenti continui e della volontà di innovare senza perdere il nostro DNA artigianale. Nel corso degli anni abbiamo introdotto tecnologie sempre più evolute che ci hanno consentito di ampliare la produzione e rispondere a richieste molto diverse, mantenendo però la qualità e la personalizzazione che caratterizzano ogni nostra realizzazione».

Oggi il settore dell’interior design è uno dei simboli del Made in Italy. Qual è il vostro ruolo in questo mercato?
«L’interior design vive un momento di grande vitalità, anche grazie alla risonanza internazionale del Salone del Mobile. In questo contesto il marmo non è più soltanto un materiale di rivestimento, ma diventa un elemento progettuale capace di dialogare con l’architettura e l’arredamento. Il nostro obiettivo è trasformare la materia prima in un prodotto che unisca funzionalità, estetica e valore artistico».
L’azienda è oggi guidata da più generazioni della famiglia. Quanto conta questo passaggio?
«Il passaggio rappresenta un valore aggiunto perché porta a competenze nuove, una maggiore attenzione all’innovazione tecnologica e una visione orientata al futuro, mantenendo però intatti i principi che hanno accompagnato la nostra famiglia per oltre 170 anni».

La tecnologia ha cambiato profondamente anche il vostro modo di lavorare. Quali sono stati gli investimenti più significativi?
«Negli ultimi anni abbiamo sostituito le lavorazioni prevalentemente manuali con impianti ad alto contenuto tecnologico. Disponiamo di centri di lavoro CNC a cinque assi, sistemi di scansione laser tridimensionale e macchinari che consentono taglio e sagomatura e altri per le finiture come lucidatura, fiammatura, bocciardatura, spazzolatura di qualsiasi prodotto di marmo, granito e pietra. Questo ci permette di mantenere la qualità tipica dell’artigianato con una capacità produttiva di livello industriale».
Quali sono oggi i principali settori in cui operate?
«Lavoriamo principalmente in quattro ambiti: arredamento, art design, arte funeraria, edilizia. Sono comparti diversi tra loro ma accomunati dalla stessa attenzione alla qualità, alla precisione e alla personalizzazione. Ogni progetto nasce dalle esigenze del cliente e viene sviluppato su misura».

L’arredamento sembra essere diventato uno dei vostri punti di forza.
«Negli ultimi anni è certamente il settore che ha registrato la crescita più significativa. Realizziamo finiture di pregio, lavorazioni in sagoma e massello e collaboriamo con architetti, designer e aziende del mobile. I nostri manufatti vengono oggi esportati in diversi Paesi, confermando l’apprezzamento internazionale per il Made in Italy».
Anche il comparto edilizio continua a rappresentare un’attività importante.
«Sì, è una parte storica della nostra produzione. Realizziamo rivestimenti, scale, soglie, pavimentazioni, colonne, parapetti e numerosi elementi architettonici in marmo, granito e pietra naturale. Grazie alle tecnologie di cui disponiamo possiamo lavorare anche blocchi di grandi dimensioni con livelli di precisione molto elevati».

L’art design è forse il settore che meglio racconta la vostra identità.
«È sicuramente uno degli ambiti in cui possiamo esprimere maggiormente la nostra creatività. Collaboriamo con architetti e designer per realizzare complementi d’arredo esclusivi, spesso pezzi unici. Produciamo anche piatti doccia, lavelli e vasche monolitiche ricavate da un unico blocco di marmo e siamo specializzati nella lavorazione del gres porcellanato effetto marmo per top bagno e cucine. Ogni progetto nasce dall’incontro tra tecnologia, artigianalità e ricerca estetica».
Qual è il valore che non è mai cambiato in oltre un secolo e mezzo di attività?
«La qualità. Ogni investimento, ogni scelta tecnologica e ogni evoluzione aziendale hanno avuto un unico obiettivo: offrire ai clienti un prodotto eccellente, realizzato con professionalità, competenza e attenzione ai dettagli».
Pino Bottini mantiene anche un forte legame con il territorio.
«Assolutamente. Collaboriamo da molti anni con il Comune di Busto Arsizio realizzando targhe commemorative, riconoscimenti civici e opere istituzionali, tra cui le targhe del Tribunale dedicate alle vittime della mafia. È un’attività che ci rende particolarmente orgogliosi perché ci permette di mettere la nostra esperienza al servizio della comunità e di contribuire alla valorizzazione della memoria collettiva attraverso opere destinate a durare nel tempo».