
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno sempre più diffuso: quello delle FAD diet, termine anglosassone che indica le cosiddette “diete alla moda”. Un trend alimentare che trova terreno fertile soprattutto sui social, dove ogni giorno nuovi influencer propongono regimi alimentari innovativi, spesso presentati come soluzioni rapide e definitive.
Il risultato? Una crescente confusione. L’utente si trova sommerso da informazioni contrastanti, promesse accattivanti e soluzioni apparentemente semplici, che finiscono però per generare smarrimento e false aspettative.
Molto spesso queste diete vengono promosse da profili con un ampio seguito, che non si limitano a divulgare consigli nutrizionali, ma affiancano alla proposta alimentare anche la vendita di prodotti “miracolosi”. Un meccanismo che, più che educare, tende a sfruttare il desiderio diffuso di cambiamento rapido.

Come riconoscere una FAD diet?
Nonostante le differenze tra i vari approcci, le diete alla moda condividono caratteristiche ben precise.
Innanzitutto promettono risultati straordinari in tempi brevissimi, senza sacrificio e senza reali modifiche allo stile di vita. Tra le promesse più comuni troviamo:
- una perdita di peso significativa in poco tempo, spesso superiore a un chilo a settimana — un obiettivo che non è compatibile con un dimagrimento sano, soprattutto se riferito alla sola massa grassa
- un aumento rapido della massa muscolare, talvolta in meno di venti giorni, spesso associato a un consumo eccessivo di proteine — una prospettiva irrealistica dal punto di vista fisiologico, che richiede invece programmazione, allenamento e tempo
Un altro elemento ricorrente è l’esclusione: intere categorie alimentari vengono eliminate, così come specifici macronutrienti. I più penalizzati? Carboidrati e zuccheri, spesso demonizzati senza un reale fondamento scientifico.
A questa esclusione si contrappone quasi sempre l’esaltazione di un alimento o nutriente specifico — il cosiddetto super food — consumato in modo eccessivo, spesso rappresentato dalle proteine.
Si tratta inoltre di regimi fortemente restrittivi, che portano a una sensazione costante di fame e risultano difficili da sostenere nel tempo.

I rischi per la salute
Le FAD diet, nella maggior parte dei casi, non poggiano su basi scientifiche solide. Il loro obiettivo è spesso legato più alla vendita che al benessere reale della persona.
I rischi non sono trascurabili e includono:
- carenze nutrizionali
- perdita di massa magra
- aumento del rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare
La logica del “tutto e subito”, apparentemente così attraente, si scontra con la realtà di un organismo che ha bisogno di equilibrio, gradualità e consapevolezza.
Una cultura alimentare da preservare
In un panorama così caotico, è importante ricordare che esistono modelli nutrizionali validati scientificamente e sostenibili nel lungo periodo. Tra questi, la Dieta mediterranea rappresenta un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale.
Un approccio che non esclude, non estremizza, ma educa all’equilibrio e alla varietà. E che, proprio per questo, difficilmente passerà di moda.
Perché la vera rivoluzione, oggi, non è inseguire l’ennesima dieta virale.
È imparare a prendersi cura di sé con consapevolezza.
Dott.ssa Serena Gazzoli
Biologa nutrizionista