
C’è un momento preciso, nel calendario della moda, in cui tutto sembra fermarsi per poi ricominciare con una nuova intensità. Quel momento, a giugno 2026, avrà un nome preciso: Pitti Immagine Uomo 110. E al centro di questa attesa carica di elettricità creativa, una protagonista destinata a riscrivere le regole del gioco: Simone Rocha.
Dal 16 al 19 giugno, nella cornice senza tempo di Firenze, la designer irlandese — da anni tra le voci più autentiche e riconoscibili del panorama internazionale — porterà in scena un evento speciale che segna un passaggio cruciale nella sua carriera: la sua prima sfilata interamente dedicata al menswear.
Non è solo una sfilata. È una dichiarazione.
Un debutto che è già storia
“Autenticità e vulnerabilità, serietà e spirito giocoso.” Con queste parole, Simone Rocha anticipa un progetto che promette di essere molto più di una collezione: un’esperienza immersiva, emotiva, quasi intima. Un racconto che si muove tra memoria e visione, dove il passato non è nostalgia ma materia viva da plasmare.
In un momento in cui il menswear globale sembra rifugiarsi in territori più rassicuranti, Rocha sceglie la strada opposta: quella del rischio, della contaminazione, della libertà espressiva. E lo fa restando profondamente fedele alla propria identità.
Il linguaggio di Simone Rocha
Le sue creazioni non chiedono il permesso di essere notate. Lo pretendono.
C’è qualcosa di magnetico nel suo modo di costruire l’abito: una tensione continua tra opposti che convivono senza mai annullarsi. La delicatezza incontra la struttura, il romanticismo si scontra con un’attitudine quasi ribelle, mentre richiami vittoriani dialogano con elementi contemporanei e sportswear.

Il risultato? Un’estetica che sfugge alle categorie, capace di attraversare generi, epoche e codici senza mai perdere coerenza.
Le sue radici — tra Irlanda e Hong Kong — diventano narrazione visiva, mentre arte e memoria familiare si trasformano in dettagli, volumi, gesti sartoriali. Ogni look è un frammento di un universo più ampio, personale e collettivo allo stesso tempo.
Firenze come palcoscenico emotivo
Non è un caso che questo debutto avvenga proprio a Firenze. Città di stratificazioni, di storia e di bellezza sospesa, diventa la quinta perfetta per un racconto che vive di contrasti e armonie.
Come sottolinea Francesca Tacconi, l’attesa è già palpabile. Rocha non segue i trend: li anticipa, li plasma, li rende inevitabili. E il pubblico internazionale è pronto a lasciarsi sorprendere.
The Pitti Pool: un nuovo immaginario
A rendere ancora più potente questa presenza, il fatto che le creazioni di Simone Rocha siano già protagoniste della campagna tema di questa edizione: The Pitti Pool. Un concept che suggerisce profondità, riflessi, immersione.
E forse è proprio questo il punto: non assisteremo semplicemente a una sfilata, ma a un’immersione completa nel suo universo.
L’attesa di un nuovo capitolo
Questo debutto segna un passaggio chiave: non solo per Simone Rocha, ma per l’intero linguaggio del menswear contemporaneo.
Perché quando una designer con una visione così precisa decide di esplorare nuovi territori, il risultato non è mai prevedibile. È trasformativo.
A giugno, a Firenze, qualcosa cambierà.
E chi sarà lì, lo saprà.