
Ci sono collezioni che seguono le tendenze e altre che raccontano una storia. Celestial Zodiac, firmata dalla giovane designer colombiana Natalie Jiménez, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Con il suo sorriso aperto, gli occhi colmi di sogni e una creatività alimentata dai numerosi viaggi e dalle esperienze internazionali, Natalie è oggi una vera cittadina del mondo. La sua moda nasce dall’incontro tra artigianalità, ricerca e desiderio di valorizzare ogni donna nella sua unicità.
La collezione ridefinisce il concetto di lingerie, trasformandola in un linguaggio contemporaneo capace di uscire dall’intimità per diventare protagonista del guardaroba. Una linea sofisticata, sensuale ed elegante, in cui ogni capo lascia il segno e custodisce un messaggio profondo. Tessuti leggeri accarezzano e avvolgono il corpo, esaltandone armoniosamente le forme, mentre corsetteria, kimono, pantaloni e capispalla dialogano tra loro creando look versatili e raffinati.

È una moda pensata per una donna consapevole della propria femminilità, sicura di sé, capace di gestire il proprio tempo e determinata a scegliere ciò che la rappresenta. Una donna che non rincorre gli stereotipi, ma indossa la propria personalità.
In questa intervista Natalie Jiménez ci accompagna alla scoperta del suo universo creativo, raccontandoci il percorso che l’ha portata a realizzare una collezione dove moda, simbolismo e identità si intrecciano in un racconto ricco di emozione.


Dalla produzione industriale e dalla televisione alla sartoria personalizzata: in che modo l’esperienza nei grandi volumi e nel mondo dello spettacolo ha influenzato il tuo approccio attuale al design su misura?
Esplorare diversi ambiti dell’industria della moda mi ha permesso di comprendere i processi produttivi, siano essi industriali, su piccola scala o interamente artigianali. Ogni esperienza mi ha offerto una prospettiva diversa sul design e sulla sartoria.
Nel mondo della televisione ho imparato che ogni personaggio possiede una personalità, uno stile e un’intenzione. Ho scoperto che dettagli apparentemente semplici possono comunicare molto e contribuire a raccontare una storia.
Parallelamente ho continuato a creare capi su misura per clienti alla ricerca di qualcosa di davvero speciale.
La mia formazione come consulente d’immagine mi ha insegnato a riconoscere il valore dell’individualità e l’importanza di progettare per l’essenza di ogni persona, non soltanto per il suo aspetto.
Oggi questo è il fondamento del mio lavoro: creare capi autentici, versatili e distintivi, pensati per accompagnare chi li indossa nelle diverse situazioni della vita, facendolo sentire sicuro, a proprio agio e fedele a sé stesso.


Oltre l’immagine esteriore: come consulente d’immagine, qual è la sfida più grande quando cerchi di far emergere l’identità e la sicurezza di un cliente attraverso ciò che indossa?
La sfida più grande è comprendere la vera identità di ogni persona. Spesso ci definiamo attraverso il lavoro, l’ambiente in cui viviamo o le aspettative degli altri, finendo per vestirci in funzione di quei ruoli.
Il mio compito è ascoltare, capire ciò di cui la persona ha realmente bisogno e tradurre quella essenza in colori, silhouette e dettagli che la rappresentino davvero. Credo che l’abbigliamento debba adattarsi alla persona, e non il contrario. Deve permettere di esprimere la propria identità con autenticità e sicurezza.
Ridefinire la lingerie: la tua collezione porta la corsetteria fuori dalla sfera intima per trasformarla in ready-to-wear. Cosa ti ha spinta ad abbattere questo confine?
È stata una fusione tra tendenza ed espressione artistica. Durante la Fashion Week di Bogotá ho osservato come la corsetteria stesse iniziando a uscire dalla sfera intima per diventare protagonista dell’abbigliamento quotidiano, persino indossata sopra le camicie.
Ho voluto spingermi oltre, rendendola il cuore del look. Per questo ho creato kimono, gonne-pantalone e pantaloni versatili, capaci di accompagnare la donna in contesti diversi: dall’intimità della casa a una giornata al mare, fino a un evento elegante.
Volevo dimostrare che la corsetteria può rappresentare eleganza, forza e una femminilità contemporanea.


Artigianalità e dettaglio: quali sono gli elementi fondamentali per garantire che un capo sia strutturato ma allo stesso tempo confortevole?
Il segreto è trovare il giusto equilibrio tra struttura e movimento. La scelta dei materiali, delle fodere, delle stecche e una modellistica accurata sono elementi fondamentali.
Ogni capo è studiato per adattarsi alla silhouette femminile e accompagnarne i naturali cambiamenti, anche nei momenti di maggiore sensibilità o gonfiore. Ogni dettaglio è pensato per offrire sostegno senza rinunciare al comfort, permettendo alla donna di sentirsi libera, elegante e sicura di sé.
Celestial Zodiac: come è nata l’idea di associare la moda all’energia dei dodici segni zodiacali?
Celestial Zodiac nasce dall’ammirazione per la straordinaria diversità delle donne.
Durante i miei viaggi ho incontrato culture differenti e ho capito che ogni donna vive la propria femminilità in modo unico: alcune esprimono forza, altre delicatezza, mistero, libertà o sensibilità.
Lo zodiaco mi è sembrato un linguaggio simbolico capace di raccontare questa ricchezza. Mi ha affascinato il fatto che da millenni l’uomo osservi il cielo cercando di comprendere le diverse energie che caratterizzano la personalità umana.
Non volevo definire le persone attraverso un segno, ma celebrare la loro unicità. Per questo ogni design traduce l’essenza di un segno zodiacale attraverso colori, silhouette, costellazioni, lune e stelle.


Hai disegnato personalmente le stampe della collezione. Come hai trasformato il simbolismo astrologico in grafiche tessili?
Ogni stampa nasce da un lavoro di ricerca e reinterpretazione artistica. Ho voluto creare un universo visivo in cui simboli zodiacali, costellazioni e corpi celesti dialogassero con le linee dei capi.
L’obiettivo era realizzare disegni che fossero raffinati e contemporanei, capaci di evocare emozioni e significati senza risultare letterali. Ogni stampa racconta un’energia diversa, lasciando a chi la indossa la libertà di riconoscersi in essa.
C’è un segno zodiacale a cui ti senti particolarmente legata?
Mi sento molto vicina all’Acquario per la sua creatività, libertà e autenticità, qualità che ritrovo anche nel mio modo di progettare.
Tuttavia non volevo che la collezione confinasse le donne in un solo segno. Ogni capo rappresenta un’energia diversa e può essere abbinato agli altri, proprio come le persone, che non sono mai definite da una sola caratteristica.
I capi della collezione sono estremamente versatili. Qual è il tuo consiglio di stile?
Il mio consiglio è osare, sperimentare e divertirsi con gli abbinamenti.
I pantaloni trasparenti del Sagittario possono trasformarsi in pantaloni stile Aladino regolando i cordoncini sull’orlo. I pantaloni del Capricorno possono essere indossati risvoltati per un look casual oppure lasciati lunghi per un effetto più elegante. La vestaglia dello Scorpione, stretta in vita, diventa un raffinato abito da sera, mentre aperta assume un carattere più leggero e sofisticato.
L’intera collezione è pensata per permettere infinite combinazioni, offrendo a ogni donna la libertà di interpretarla secondo la propria personalità.
La tua moda parla di individualità e sicurezza. In che modo può diventare uno strumento di emancipazione?
Credo che la moda possa accompagnare una donna nelle diverse fasi della sua vita.
Un abito non cambia chi sei, ma può ricordarti la tua forza, farti sentire a tuo agio e aiutarti a esprimere la tua identità senza paura.
La vera emancipazione non consiste nel seguire una tendenza, ma nell’essere libere di indossare ciò che ci rappresenta. Quando una donna si sente autentica, quella sicurezza diventa immediatamente visibile.
Dopo il viaggio tra le stelle di Celestial Zodiac, quali sono i tuoi prossimi orizzonti creativi?
Vorrei continuare a creare collezioni che raccontino storie e costruiscano un legame emotivo con chi le indossa.
Allo stesso tempo desidero approfondire una ricerca sempre più orientata alla sostenibilità, sperimentando nuovi materiali e processi senza rinunciare all’artigianalità e alla qualità. Credo che il futuro della moda non sia soltanto creare qualcosa di bello, ma progettare capi destinati a durare nel tempo, accompagnando le persone nel loro percorso di vita.