
Tra cielo stellato e profumi d’estate, gli ospiti di Borgo Smeraldo vivono ogni angolo del Borgo, 30mila metri quadrati immersi nel verde, con piscina panoramica, sala conference, il ristorante Smeraldo Restaurant, un’area relax con laghetto e perfino una balera con palco, ciringuito e ovviamente serate in musica. In questo “dorato” ambiente la stagione è iniziata densa di eventi e novità di questa location “stellare” direttamente sul mare, sotto le stelle, alla luce di mille candele. La stagione estiva prevede tutta una serie di eventi organizzati direttamente sulla spiaggia, contribuendo ad esaltare la location che appare come un borgo incantato, presentando la convivialità nelle sue forme diverse, arte, cultura, alta gioielleria, sport e fashion, l’ozio in riva al mare, il fascino delle cene al lume di candela, il gusto di socializzare in un magico pianeta che evoca terre lontane.
«Il Borgo è vivo e pieno di sogni…», ci dice chef Fabio Nurra, accogliendoci all’ingresso del suo Ristorante, concepito come una scatola di vetro, “sono entusiasta di questo progetto che si propone non solo come struttura ricettiva, ma come nuovo punto di riferimento glamour di Porto Cervo”. Facendoci strada nel locale….ammiriamo l’Arte di tre artiste toscane su montate su quattro cavalletti fatti con il legno della Barbagia che sorreggono opere di fiori, pesci e cavalli, la sala conference mostra una collezione di opere di cavalli, pesci e fiori su fondo di lamine d’oro.

Quello di Nurra non è solo un ristorante. È un intreccio di storie, di mani, di sguardi che hanno respirato il mare, il punto d’incontro di vite diverse, unite da un’unica, profonda passione: quella per il mare e per tutto ciò che il mare sa regalare, racconti al profumo di salmastro, gesti che hanno un’eredità, familiare, preziosi che portano a sapori e saperi antichi, tradizioni preziose.
Ma è in cucina chef Nurra fa nascere una magia, che prende forma piano piano, partendo dal ritmo intenso delle onde e dalle grida dei pescatori, dai pescherecci pieni di pesce, che solcano il mare di notte. Gli occhi dello chef sono pieni di ricordi, del suo mare, ogni dettaglio lo riporta al suo mare, Qui si mangia con la bocca, con gli occhi, con la mente, con i ricordi e con il cuore, si gusta un piatto e un vino in mille modi ma è indubbio che è “l’insieme” che crea l’armonia di una cena, di un momento, di un incontro d’amore e qui l’armonia è perfetta. Piatti a base delle ricette più raffinate e gustose della cucina italiana, interpretate dallo chef Nurra e servite nell’incantevole piazzetta del ristorante dove il primo attore è la natura, il mare, protagonista assoluto, per il colpo d’occhio e per il gusto, dove la giornata è colorata da mille colori, luci lontane, trasparenze, per un menù legato alla stagionalità, con l’esaltazione dei prodotti locali, una tradizione reinterpretata con fantasia.

La struttura, infatti, punta su una cucina di alto livello dove è possibile gustare il meglio delle ricette isolane: qui la materia prima non manca, dai crostacei della zona di Alghero ai tonni di Carloforte, fino alle grigliate di pesce di Palau, della Maddalena o di Cala Gonone, preparazioni gastronomiche diversificate accogliendo elementi innovativi senza però rinnegare la tradizione isolana, il talento di chef Nurra abbina, come un direttore d’orchestra di una musica armoniosa, malloreddus, culurgiones, fregula ma anche dolci tipici come le seadas o le casadinas, il tutto impreziosito dallo show cooking del ristorante in grado di esaltare i sapori di questa terra autentica con un tocco di innovazione.
Qui l’arte della cucina di chef Nurra incontra le opere di tre Artiste toscane…e insieme, diventano poesia. Per il secondo anno gli incontri d’arte…..
Le opere costellate da pesci guizzanti hanno costituito il tema dell’Artista Ilaria Di Meo, dove possiamo notare il percorso artistico dell’artista che coglie la forma compiuta, colorata e colta nell’attimo del guizzo che esprime tutta la forza e la vitalità del pesce nel suo ambiente naturale, i compatti banchi di pesci, il singolo individuo che spicca per il suo colore più vivo, quasi un tentativo di fuggire dalla massa anonima per l’affermazione della propria unicità a scapito del sicuro abbraccio protettivo dell’anonimato. Ilaria Di Meo, originaria di Napoli ha vissuto molti anni a Genova e il mare è il suo elemento, esprime un’arte che ha il sapore della libertà, della leggerezza, del movimento e del gioco, con protagonisti soggetti a lei cari e ricorrenti nelle sue opere. Per lei il mare è un elemento che, da sempre, fa parte della sua vita dove i pesci sono caratterizzati da una simbologia molto forte, rappresentando la forza, la prosperità e l’abbondanza.

I cavalli di Sandra Petreni, elemento che lega la Sardegna alla Toscana. Si tratta di una potente fusione di tradizione senese e creatività contemporanea. La raffigurazione di due cavalli, uno bianco e uno nero, che sembrano fuoriuscire dalla tela per interagire con lo spazio del locale. Sandra Petreni è un’ artista dalla straordinaria tecnica pittorica, conosciuta come “La pittrice dei cavalli”, la Petreni dice di se “il mio lavoro è creare emozioni, fermare il tempo dipingendo sulla tela il sentimento dell’istante vissuto” e questo avviene quando si ama il soggetto che si dipinge, si ama tutto l’insieme della natura che circonda il cavallo, la sua è una ricerca continua di emozioni, idee e sogni. L’Artista sogna….perchè anche gli artisti sognano….un’oasi orizzontale nella verticalità della città, quasi uno spazio lasciato vuoto per sbaglio, un tappeto erboso dove aria, luce e vento filtrano tra gli alberi come nastri, dando vita ad un mood magico, quasi fatato, prati verdi, un colpo di vento fa ondeggiare la criniera, un nitrito lontano, un luogo magico, immerso nella natura, fatto di parole e pensieri, ma anche di silenzio, di viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, a due passi dalla città.
Ed infine i fondi oro di Elena Conti, Artista, curatrice e organizzatrice di mostre internazionali, come la mostra di “Cavalli d’Autore” a Siena a Palazzo Bindi Sergardi, che espone le sue opere, fiori di agapanto, sterlizie, aranci e le lascia fluttuare in uno spazio sospeso e senza tempo. Colpi di spatola d’oro, simbolo di eternità, avvolgono i fiori, suggerendo un equilibrio tra materia e spirito. L’opera invita a esplorare una dimensione metafisica, dove la serenità diventa un’esperienza mistica e il mondo onirico si manifesta in forme pure e incontaminate. Elena Conti è anche una giornalista con la passione per la pittura che si trasforma nella realizzazione di quadri di grandi dimensioni dove l’acqua e le infinite sfumature del blu sono quasi sempre presenti.
Acqua come elemento primordiale di inizio e fine, blu come senso di tranquillità e serenità. Numerose partecipazioni a mostre ed esposizioni, la più importante a Dubai Gallery of lighy – Emirates Mall
