
In un mondo che per troppo tempo ha confuso la perfezione con il valore, c’è chi ha deciso di riscrivere le regole.
La moda è stata spesso un luogo esclusivo, elitario, talvolta freddo. Un palcoscenico dove l’apparenza sembrava contare più della storia, dove la diversità era tollerata solo quando diventava tendenza.
Ma qualcosa sta cambiando. E questo cambiamento ha un volto, una voce, una determinazione che non chiede compassione — chiede spazio.
Beatrice Giussani non entra alla Milano Fashion Week per occupare un posto simbolico. Entra per affermare una presenza. Non per essere accettata “nonostante”, ma per essere riconosciuta “per”.
La sua non è una narrazione costruita a tavolino. È una storia vera. Di fragilità trasformate in forza. Di limiti che diventano trampolini. Di sogni che non si chiedono se siano possibili, ma si costruiscono passo dopo passo.

Beatrice non vuole essere un’eccezione da esibire.
Vuole essere la prova che l’inclusione non è una strategia di marketing, ma un atto di verità.
La sua voce squarcia un silenzio antico: quello che ha escluso, giudicato, selezionato.
E oggi quella voce dice una cosa semplice, ma potente — “Io ci sono.”
Questa è la sua intervista.
Beatrice, quando hai capito per la prima volta che le difficoltà affrontate nella tua infanzia sarebbero diventate anche una parte della tua forza?
Non è stato un momento preciso, ma un percorso.
Da piccola vedevo le mie sfide come un peso, qualcosa che mi rendeva diversa dagli altri in modo negativo. Crescendo, ho capito che superare quegli ostacoli mi aveva regalato una marcia in più: la capacità di non arrendermi e di trovare soluzioni dove gli altri vedevano solo problemi.
Ho trasformato quella “diversità” nel mio tratto distintivo, capendo che la vera forza non è non cadere mai, ma sapersi rialzare con il sorriso.
In che modo le sfide legate alla tua salute hanno influenzato il tuo modo di vedere te stessa e il mondo che ti circonda?
La salute ti mette davanti alla fragilità, ma ti insegna anche il valore immenso della vita.
Oggi non mi guardo più allo specchio cercando la perfezione, ma guardo una ragazza che ha lottato e che abita il proprio corpo con orgoglio.
Verso il mondo ho sviluppato una sensibilità diversa: cerco di andare oltre le apparenze perché so che ognuno di noi combatte battaglie che non sempre si vedono.
Mi ha resa una persona più empatica e molto meno giudicante.

Oggi sei presente alla Milano Fashion Week: cosa significa per te partecipare a sfilate così importanti come content creator?
È un’emozione incredibile.
Essere oggi alla Milano Fashion Week per me significa tantissimo.
Come content creator con disabilità, essere presente a sfilate così importanti vuol dire dire al mondo: “ci sono anch’io.”
Il mio sogno più grande è essere presa in considerazione davvero, non per pietà, ma per il mio valore, per quello che posso dare e per la mia visione.
Sono riuscita a farmi invitare a diverse sfilate e presentazioni, e questo mi rende orgogliosa.
Spero però che ogni invito sia perché credono nel mio potenziale e nel fatto che anch’io posso far parte di questo mondo, con la mia unicità e la mia voce.
Ti senti parte di una nuova generazione di modelle e creator che rappresentano una bellezza più inclusiva e reale?
Sì, assolutamente.
Non sono una modella, anche se un giorno non mi dispiacerebbe fare questa esperienza.
Sento che stiamo finalmente rompendo quel muro di ghiaccio che voleva tutti uguali e perfetti.
Far parte di questa nuova ondata di creator significa dare voce a chi per anni si è sentito escluso dalle copertine dei giornali.
La bellezza reale è fatta di cicatrici, di storie difficili e di sorrisi conquistati.
Se oggi una ragazza vede i miei contenuti e si sente meno sola o più sicura di sé, allora il mio lavoro ha senso.
Quanto è stato fondamentale il supporto della tua famiglia nel tuo percorso personale e professionale?
Il supporto della mia famiglia è stato fondamentale, ma mia mamma è il perno di tutto.
È lei che mi sostiene ogni giorno, che crede in me anche quando magari io faccio più fatica a farlo.
Mi accompagna, mi incoraggia e mi aiuta a non mollare mai, sia nel mio percorso personale che in quello professionale.
Senza di lei tante cose sarebbero state molto più difficili.
La sua presenza è la mia forza più grande.
I miei genitori, quando ho deciso di intraprendere questa carriera digitale, non hanno mai smesso di fare il tifo per me.
Mi hanno insegnato che i limiti sono spesso mentali e mi hanno dato la libertà di sognare in grande, restando però sempre con i piedi per terra.
Senza il loro amore oggi non avrei questa serenità.


Il tuo cagnolino Matias ha avuto un ruolo speciale nella tua vita: che valore ha avuto per te nei momenti di solitudine?
Matias è molto più di un cane, è il mio fratello peloso.
Nei giorni in cui le sfide fisiche o emotive si facevano sentire di più e la solitudine sembrava bussare alla porta, lui era lì.
Non servono parole con gli animali: il suo modo di starmi vicino, di cercare le mie coccole o di farmi le feste anche quando ero triste, mi ha salvata tante volte.
Mi ha insegnato l’amore puro e disinteressato.
Oggi è lui che ha bisogno di me.
È un vecchietto di 15 anni con un po’ di acciacchi e vederlo fragile mi fa paura, ma scelgo di restare nel presente e di riempire ogni momento insieme di amore.
Dopo la diagnosi di celiachia, hai dovuto cambiare stile di vita: quanto è stato difficile e cosa ti ha insegnato questa esperienza?
Dopo la diagnosi di celiachia a 11 anni non è stato semplice.
A quell’età non capisci fino in fondo, ma senti che qualcosa cambia: le abitudini, i momenti con gli amici, le cose più semplici come una merenda o una pizza.
All’inizio è stato difficile, mi sentivo diversa e un po’ limitata.
Con il tempo però ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a rispettarlo e a prendermi cura di me in modo più consapevole.
Questa esperienza mi ha insegnato responsabilità, organizzazione e anche forza.
Oggi so che non è un limite, ma una parte di me che mi ha resa più attenta, più determinata e più forte.


Oggi ti definisci coraggiosa, solare e felice: quali sono le piccole conquiste quotidiane che ti fanno sentire così?
Oggi mi definisco una persona coraggiosa e solare.
Felice sì, lo sono davvero, anche se sento che la felicità piena arriverà quando riuscirò a realizzare il mio sogno più grande, sia professionalmente che personalmente, di essere riconosciuta e apprezzata per quello che sono e per quello che posso dare al mondo.
Le piccole conquiste quotidiane che mi fanno sentire così sono tante, anche se possono sembrare semplici: svegliarmi e scegliere di credere in me, affrontare le mie paure, portare avanti i miei progetti giorno dopo giorno.
Un invito a un evento, un messaggio di qualcuno che si sente ispirato da me, un piccolo passo verso un obiettivo che sembrava lontano… tutto questo mi ricorda che sto andando nella direzione giusta.
Ogni ostacolo superato, ogni difficoltà affrontata con coraggio, ogni momento in cui scelgo di sorridere nonostante tutto è un piccolo traguardo.
Ed è grazie a questi momenti che mi sento coraggiosa, solare e felice oggi.
La moda è spesso considerata un mondo esclusivo: secondo te come sta cambiando e quanto spazio c’è oggi per l’inclusione reale?
Secondo me la moda è ancora un mondo molto chiuso ed esclusivo.
L’inclusione, nella realtà, spesso non esiste: la diversità viene vista più come un’immagine da mostrare che come un vero valore.
Brand e agenzie parlano tanto, promettono tanto, ma quando si tratta di fare davvero, chi non rientra negli standard viene lasciato da parte.
Io voglio essere io a vedere questo cambiamento, a portare questa voce.
Voglio dimostrare che la moda può scegliere le persone per chi sono davvero, per la loro storia e il loro talento, e non solo per un trend o per apparire “progressista”.
La diversità non è un accessorio, è ciò che può rendere la moda finalmente autentica.
Che messaggio vuoi trasmettere ai giovani che vivono difficoltà simili alle tue e che magari si sentono limitati nei loro sogni?
Voglio dire loro di non permettere a nessuno — né a una malattia, né a un giudizio altrui — di decidere quanto valgono.
Le vostre difficoltà non sono muri, ma gradini di una scala che vi porterà altrove.
Non abbiate paura di mostrare le vostre fragilità, perché è proprio lì che si nasconde la vostra unicità.
Sognate in grande e lavorate sodo: la vita sa sorprenderti quando meno te lo aspetti, se hai il coraggio di essere te stesso fino in fondo.