
Architetto, scrittore e raffinato interprete del gusto italiano, Luca Fiocca è una figura che attraversa con naturalezza mondi diversi, uniti da un unico denominatore: la creatività. Il suo sguardo, sempre attento alla bellezza e all’autenticità, racconta un’eleganza che va oltre l’apparenza, trasformandosi in uno stile di vita. In occasione della sua partecipazione a Iconic Fashion Flow, abbiamo dialogato con lui di arte, moda, architettura, bellezza e del valore, oggi più che mai attuale, dell’identità personale.
Architettura, scrittura e arte: tre linguaggi diversi ma accomunati dalla creatività. Qual è il filo conduttore che li unisce nella sua vita?
Comporre significa mettere insieme elementi diversi: nella scrittura sono le parole, nell’architettura gli elementi costruttivi, in cucina gli ingredienti. Alla base di ogni creazione esiste sempre un’idea, un concetto creativo che dà forma a qualcosa di nuovo.

Lei è considerato una figura di riferimento nel panorama culturale e mondano. Quanto conta oggi lo stile nel raccontare la propria personalità?
Conta esattamente come contava ai tempi di Oscar Wilde. Lo stile si manifesta nel modo di vestire, di comportarsi e di vivere. È un elemento profondamente personale che distingue ogni individuo e ne racconta la personalità.
Il suo modo di vestire è sempre riconoscibile: elegante, ricercato e mai eccessivo. Come definirebbe il suo stile?
La ringrazio per il complimento, che naturalmente mi fa molto piacere. Se dovessi definirlo con un’espressione, direi pop chic: popolare ed elegante allo stesso tempo. Un po’ come me, del resto.

Secondo lei, l’eleganza è qualcosa che si indossa o un atteggiamento che si vive?
L’eleganza appartiene alla nostra cultura, al vissuto e al bagaglio di esperienze che portiamo dentro di noi. L’abito esprime uno stato d’animo e ci rappresenta in ogni occasione. Sceglierlo significa imprimere una direzione alla nostra esistenza.
Da architetto osserva gli spazi, da scrittore le emozioni. Quando guarda una persona, cosa cattura per primo la sua attenzione?
Sono attratto dalla spontaneità del carattere e dalla semplicità dei modi, che rivelano un’autenticità priva di artifici. Le persone vere sono quelle che riescono a emozionarmi di più.

Moda, arte e architettura dialogano continuamente. In che modo queste discipline si influenzano a vicenda?
Nell’arte esiste un continuo scambio culturale alimentato dalla curiosità e dalla conoscenza. Materiali, colori e forme si intrecciano in un arcobaleno creativo che ha il sapore della libertà.
Viviamo in un’epoca in cui tutto corre velocemente. Esiste ancora il valore della bellezza senza tempo?
Può sembrare un paradosso, ma la vera bellezza, quella classica, non conosce il tempo e mantiene il proprio valore in ogni epoca. È così per la musica e per tutte le grandi espressioni artistiche.

Sarà ospite di Iconic Fashion Flow. Che cosa rappresenta per lei partecipare a un evento che celebra talento, creatività ed eleganza?
Non nascondo l’emozione di partecipare a un evento nella città che mi ha dato i natali, all’interno di una cornice storica già di per sé affascinante. È un invito che accolgo con grande onore.
C’è un dettaglio che, secondo lei, rende davvero iconica una persona?
Carisma, autorevolezza e personalità sono caratteristiche che accomunano le figure iconiche. Ma sarà soltanto il tempo a stabilire se una persona possa davvero diventare un’icona. Il concetto di icona è, infatti, strettamente legato a quello di mito.

Quale messaggio desidera lasciare ai giovani creativi che vogliono distinguersi nel mondo dell’arte, della moda o dell’architettura?
Di essere sempre se stessi. Semper…
Domanda finale
Se dovesse descrivere Luca Fiocca con tre parole che vadano oltre la professione, quali sceglierebbe e perché?
Stravagante, perché non amo uniformarmi. Amichevole, perché sono loquace per natura. Ed emotivo, perché ho l’abitudine di emozionarmi spesso e volentieri.
