
Ci sono storie che non nascono per fare rumore, ma per lasciare traccia. Storie che profumano di pane caldo, di legno lavorato lentamente, di ricami custoditi nei cassetti delle nonne, di vino versato durante una conversazione autentica. Storie di donne che creano con le mani, ma soprattutto con il cuore.
Le Donne delle De.Co. nascono proprio da questa visione: dare voce a chi custodisce l’identità più profonda dei territori italiani attraverso l’artigianato, la cultura, il cibo, l’arte e la tradizione.
Perché il fatto a mano non è soltanto un gesto produttivo. È memoria, resistenza, bellezza quotidiana. È la capacità di trasformare la semplicità in qualcosa che resta.
In un mondo dominato dalla velocità e dall’apparenza, le donne De.Co. ricordano il valore delle piccole cose: un sorriso sincero, un abbraccio, il silenzio di un laboratorio artigiano, la luce che si posa su un’opera creata lentamente. Ogni creazione è diversa dall’altra, perché dentro porta l’impronta unica di chi l’ha realizzata.

Il progetto prende ispirazione dall’intuizione visionaria di Luigi Veronelli, che già negli anni Novanta aveva compreso l’importanza di tutelare le eccellenze territoriali italiane attraverso la Denominazione Comunale d’Origine, la cosiddetta De.Co.
L’acronimo De.Co. identifica infatti quei prodotti agroalimentari o artigianali strettamente legati a uno specifico territorio comunale, espressione autentica della storia, del clima, delle tradizioni e del fattore umano di una comunità. Un patrimonio prezioso che rischierebbe di andare perduto senza strumenti capaci di proteggerlo e valorizzarlo.
Oggi quella visione continua grazie a Marika Orlando, allieva di Veronelli e figura di riferimento nella promozione delle eccellenze italiane. Con sensibilità e determinazione, Marika Orlando porta avanti un percorso che unisce tradizione e innovazione, mettendo al centro soprattutto il talento femminile.
Le Donne delle De.Co. non raccontano soltanto il cibo o l’artigianato, ma parlano di identità, cultura e appartenenza. Donne che diventano onde: capaci di rialzarsi, trasformarsi, continuare a muoversi anche quando nessuno guarda. Donne che sanno essere leggere non perché la vita lo sia stata con loro, ma perché hanno imparato a lasciare andare la paura di non essere abbastanza.
“Anche una singola goccia può far tremare l’oceano.”
È questa la filosofia che accompagna il progetto, diventato oggi un viaggio attraverso l’Italia più autentica, tra territori, sapori, botteghe, arte e relazioni umane.
Un esempio concreto di questo percorso è stato l’evento “La Sicilia nei suoi sapori”, svoltosi nella splendida Piazza Duomo a Catania. Una giornata intensa dedicata alla cultura gastronomica siciliana, promossa dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura – Dipartimento Agricoltura in collaborazione con l’Associazione La Città Felice Onlus.
L’iniziativa ha unito degustazioni, laboratori, riflessioni culturali e momenti di confronto sul valore della filiera corta e dei GAS – Gruppi di Acquisto Solidale – riportando al centro il rapporto umano tra produttori e consumatori.

Durante la giornata si sono alternati interventi e testimonianze significative, come quelle di Giuseppe Achille, Salvo Palermo e Andrea Larisa, impegnati nella promozione di modelli sostenibili e partecipativi legati al territorio.
Grande partecipazione anche per lo show cooking curato dagli chef dello storico Prestipino Cafè, simbolo della tradizione dolciaria catanese. Franca Prestipino ha raccontato con emozione il significato di custodire le ricette storiche senza rinunciare alla capacità di innovare.
Tra i momenti più attesi, il laboratorio dedicato al cannolo siciliano guidato dal maestro pasticcere Giovanni Smirni, che ha trasformato un dolce iconico in un racconto di identità e appartenenza.
La giornata si è conclusa con la presentazione del libro “Donne delle De.Co. – Sulle tracce del Veronelli” di Marika Orlando, moderata dai giornalisti Bruno Sganga e Rossella Di Martino. Un’opera che raccoglie storie di donne custodi della biodiversità, delle tradizioni locali e della cultura del cibo come patrimonio umano prima ancora che gastronomico.
Tra gli iscritti VIP del progetto figurano personalità di rilievo come Bruno Gambacorta, lo chef Filippo Cogliandro, Andy Luotto e Patrizia Pieraccini, a testimonianza di una rete sempre più ampia che unisce cultura, cucina, arte e territorio.
Le Donne delle De.Co. sono questo: un movimento umano prima ancora che culturale. Un invito a rallentare, ad ascoltare, a riconoscere il valore delle mani che creano e delle persone che custodiscono la bellezza silenziosa dell’Italia più autentica.